In questa prima pratica entriamo nel capitolo iniziale della Bhagavad Gita, Arjuna Viṣāda Yoga: lo Yoga dello sconforto di Arjuna.
La sequenza accompagna il tema della crisi non come errore, ma come soglia. Quando tutto trema, il corpo può diventare un luogo sicuro in cui osservare ciò che emerge con presenza, gentilezza e ascolto.
Attraverso movimenti di radicamento, equilibrio, aperture, torsioni e il lavoro consapevole sui passi, la pratica invita a ritrovare fiducia proprio nei momenti di instabilità.
Il mudra finale è Vajra Pradama, il gesto di chi cerca una guida e si apre alla risposta. Una pratica per iniziare il cammino con il corpo, il respiro e il cuore disponibili.