Dalla Selva alle Stelle – La Via Dantesca

Dante, per molti di noi, è rimasto sui banchi di scuola: la parafrasi, le date, i versi da imparare, l’interrogazione. Io vorrei ripartire da un punto molto semplice: da un uomo che, a un certo momento della sua vita, si accorge di avere perduto la direzione.

La Commedia comincia da lì. Da una selva, dal buio e da una strada che non passa più. È un’immagine concreta e riguarda anche noi molto più di quanto possa sembrare.

Dalla Selva alle Stelle – La Via Dantesca parte da questo punto. Non è un corso scolastico su Dante e non richiede di ricordare canti, personaggi o nozioni. È un percorso di yoga, studio e meditazione che legge la Commedia come una rappresentazione dell’essere umano: lo smarrimento, la scelta, il desiderio, il limite e la ricerca di una direzione.

La Commedia è la mappa. Il corpo è la bussola.

«O voi ch’avete li ’ntelletti sani,
mirate la dottrina che s’asconde
sotto ’l velame de li versi strani.»

Inferno, IX, 61-63

Questa terzina è la soglia del percorso. Dante lo dice direttamente al lettore: guarda meglio. Sotto il senso letterale c’è una dottrina, c’è qualcosa da cercare. Per questo leggeremo il poema su più livelli, tenendo distinti i fatti, le interpretazioni e le risonanze simboliche.

Non il Dante dell’interrogazione

Avvicinarsi di nuovo a Dante non significa tornare sui banchi. Significa incontrare una scena: un essere umano si accorge di aver perduto la via e non sa ancora come ritrovarla.

L’inizio dell’Inferno non offre una definizione astratta dello smarrimento. Ci mette dentro una selva, nel buio, con una salita intravista e tre presenze che sbarrano il cammino. Poi fa apparire una guida. Prima ancora di spiegare, Dante mostra.

Nel percorso partiremo proprio da qui: dalle scene, dalle immagini e dalle domande. Il contesto storico e letterario serve perché Dante è un uomo del suo tempo. Ma il testo non si chiude nel Medioevo. Storia e simbolo devono illuminarsi a vicenda: il testo custodisce il fatto, ma anche il velame.

Per leggere direttamente l’opera e verificarne i passaggi useremo edizioni affidabili e strumenti come Dante Online della Società Dantesca Italiana e la voce della Enciclopedia Dantesca dedicata alla Commedia.

La struttura simbolica del viaggio

La discesa di Dante attraversa luoghi, personaggi, conflitti politici, dottrine e immagini del suo tempo. Tutto questo appartiene alla storia dell’opera. Dentro quella storia, però, si vede anche un’architettura di trasformazione. L’Inferno scende nelle forze che imprigionano. Il Purgatorio lavora su ciò che può essere purificato. Il Paradiso porta verso la reintegrazione, verso una visione che torna a tenere insieme ciò che era diviso.

La Commedia può essere letta anche come un itinerario iniziatico. La selva è la perdita del centro; l’Inferno mostra le forme della coscienza separata e irrigidita; il Purgatorio rimette in movimento ciò che può essere trasformato; il Paradiso conduce verso una ricomposizione in cui conoscenza, amore e luce tornano a riconoscersi.

In questa lettura Virgilio è la guida interiore e lo psicopompo: la sapienza umana che sa attraversare la notte e orienta Dante fin dove può arrivare. Poi compare Beatrice, Sapienza e intelligenza spirituale. La ragione non viene cancellata; viene accompagnata verso una forma diversa di visione.

Il simbolo, qui, non è un’etichetta da applicare. Deve aiutarci a vedere che cosa accade nel poema e che cosa, di quella scena, riconosciamo nella nostra vita.

Yoga, teoria e meditazione: un’unica proposta

La Via Dantesca si sviluppa attraverso due appuntamenti settimanali complementari.

Virgilio guida Dante attraverso la selva indicando il cammino verso la luce.
La guida indica una direzione, ma il passo resta personale.

Il lunedì: il corpo come bussola

Con Laura Alfani, il tema della settimana entra nel corpo attraverso yoga, respiro, appoggio, mobilità e ascolto. Laura non traduce Dante in posizioni yoga e non prepara una lezione considerata più importante.

La pratica ha un suo linguaggio. Il corpo sente l’appoggio, il peso, la paura e la direzione prima che la mente costruisca una spiegazione. Ogni incontro cerca una misura accessibile, senza competizione e senza virtuosismi.

Il mercoledì: la Commedia come mappa

Con Eddy Pellegrino entriamo nella scena: i luoghi, i personaggi, pochi versi scelti, il contesto necessario. Poi apriamo il retroscena simbolico e anagogico, distinguendo sempre ciò che il testo dice da ciò che un interprete propone.

L’incontro si conclude con una meditazione guidata autonoma. La domanda emersa durante la serata entra nel silenzio e viene ascoltata senza i nomi e le immagini di Dante.

Yoga, teoria e meditazione non sono tre prodotti separati. Il lunedì il tema entra nel corpo. Il mercoledì riceve una scena, i versi e il contesto. La meditazione permette di fermarsi su ciò che è emerso. La proposta non è divisibile senza perdere il suo senso.

Il primo modulo: Inferno

Il viaggio comincia con Inferno, un modulo di dodici settimane dal 14 settembre al 2 dicembre 2026, con due incontri ogni settimana: il lunedì alle 18:30 e il mercoledì alle 21:00.

Una soglia medievale immersa nella selva introduce simbolicamente il modulo Inferno.
La soglia dell’Inferno apre il primo modulo della Via Dantesca.

Attraverseremo l’intera cantica seguendo un arco preciso. Non dedicheremo lo stesso tempo a ogni canto e non cercheremo un’impossibile completezza scolastica. Le dodici tappe formeranno un itinerario:

  1. la selva oscura e la perdita della direzione;
  2. la porta e il passo rimandato;
  3. il Limbo e le guide che ci hanno formati;
  4. Paolo e Francesca, tra desiderio e responsabilità;
  5. le passioni che appesantiscono;
  6. la città di Dite e la coscienza irrigidita;
  7. il labirinto della violenza e la fragilità da custodire;
  8. Gerione e il volto dell’inganno;
  9. Malebolge e il teatro delle maschere;
  10. Ulisse e il limite della conoscenza;
  11. Ugolino, Lucifero e il gelo della coscienza;
  12. il cambio di orientamento e l’uscita “a riveder le stelle”.

Arriveremo fino al punto più basso e non ci fermeremo lì. Nel nostro lavoro l’Inferno rende visibili gli stati che immobilizzano, confondono e separano.

L’Inferno è qui. Il Purgatorio è qui. Il Paradiso è qui. I tre regni appartengono anche all’esperienza umana: l’Inferno è immobilità, separazione e smarrimento; il Purgatorio è lavoro di trasformazione, liberazione e ritorno al movimento; il Paradiso è ricomposizione, visione e appartenenza alla luce. Il poema non descrive soltanto un altrove: rende riconoscibili gli stati dell’essere che attraversiamo e il passaggio possibile dall’uno all’altro.

Quattro livelli da non confondere

Useremo quattro livelli di lettura. Li terremo distinti, così potremo entrare nel simbolo senza confondere un dato storico con un’interpretazione.

1. Dati storici e testuali documentati

Sono i versi, la struttura dell’opera, gli eventi e i contesti sostenuti da fonti verificabili. Per esempio, la Commedia è organizzata in tre cantiche e cento canti; l’Inferno ne comprende trentaquattro, contando il primo come proemio dell’intero poema.

2. Interpretazioni critiche

Sono le letture sviluppate dagli studiosi e dalle tradizioni esegetiche. Ci permettono di entrare nella storia delle interpretazioni, di riconoscere prospettive differenti e di comprendere come il poema abbia continuato a generare pensiero.

3. Analogie simboliche

Sono le corrispondenze che mettono in relazione le immagini dantesche con altre tradizioni. La discesa infernale risuona con la Nigredo alchemica, il tempo della dissoluzione e dell’incontro con la materia oscura; la montagna del Purgatorio richiama un’opera di purificazione; l’ascesa paradisiaca può essere accostata alla reintegrazione e alla congiunzione degli opposti. Le useremo come risonanze: aiutano a leggere il movimento, ma non diventano prove storiche.

4. Lettura spirituale, anagogica ed esoterica

Dante stesso, nel Convivio, trattato II, descrive più sensi della scrittura: letterale, allegorico, morale e anagogico. E nell’Inferno dice al lettore: «mirate la dottrina che s’asconde / sotto ’l velame de li versi strani». Quel velame indica che il racconto custodisce un insegnamento da cercare dentro i versi.

René Guénon, ne L’esoterismo di Dante, legge l’architettura della Commedia come itinerario iniziatico e riconosce nei tre regni le fasi di una realizzazione spirituale. Questa lettura ci interessa perché mette in ordine il movimento del poema: prima la discesa e l’incontro con ciò che deve essere conosciuto; poi la purificazione delle forze interiori; infine l’ascesa verso il principio luminoso.

Nel lavoro entreranno anche la tradizione dei Fedeli d’Amore, il linguaggio della donna-sapienza, il simbolismo numerico e le corrispondenze alchemiche. Il tre, il nove, il dieci e il cento organizzano la struttura, i passaggi e i compimenti del poema. Virgilio guida attraverso il regno dell’ombra; Beatrice, figura storica trasfigurata dalla poesia, diviene sul piano simbolico Sapienza, rivelazione e intelligenza spirituale.

Non tutte queste letture possiedono lo stesso statuto storico: alcune poggiano direttamente sui testi, altre appartengono a tradizioni interpretative, altre ancora operano come analogie simboliche. La distinzione resta chiara, ma non interrompe il viaggio. Storia e simbolo devono illuminarsi a vicenda: il testo custodisce il fatto, ma anche il velame.

A chi parla La Via Dantesca

La Via Dantesca è pensata per chi ama Dante e per chi lo ricorda come una materia difficile, lontana, mai davvero incontrata.

Non chiediamo di ricordare la differenza tra guelfi e ghibellini, né di praticare yoga da anni. Non serve nemmeno aderire a una lettura religiosa o esoterica. Serve attenzione al testo e disponibilità a fare esperienza del percorso.

È rivolto a chi vuole tenere insieme studio e pratica interiore, e a chi sente che i simboli custodiscono una conoscenza viva che può essere verificata nell’esperienza.

La prima settimana è gratuita

La prima settimana permette di vivere il metodo completo:

  • lunedì 14 settembre 2026, ore 18:30: yoga, respiro e ascolto con Laura;
  • mercoledì 16 settembre 2026, ore 21:00: Commedia, simbolo e meditazione con Eddy.

Sono due incontri completi. Dopo averli vissuti, potrai decidere se continuare il modulo Inferno.

Richiedi la settimana gratuita

Seguire il filo

All’inizio della Commedia Dante prova a salire da solo e non riesce. Deve fermarsi, ascoltare una guida e cambiare strada. La Via Dantesca parte dallo stesso punto: guardare la selva per quello che è e riconoscere il filo che, persino nel punto più basso, non si è spezzato.

Inferno, Purgatorio e Paradiso descrivono anche stati che conosciamo. L’Inferno è la parte che resta bloccata e separata. Il Purgatorio comincia quando accettiamo il lavoro necessario per cambiare. Il Paradiso è il momento in cui ciò che era diviso torna a trovare relazione, visione e luce.

L’Inferno è qui. Il Purgatorio è qui. Il Paradiso è qui.

La porta è aperta. Il passo resta tuo.

Eddy Pellegrino

Tags: La Via Dantesca, Percorso OnLine
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